Rifacimento degli impianti di illuminazione di Corso d'Italia (Roma) Telegestione e controllo illuminazione per le gallerie urbane
Telegestione e controllo illuminazione per le gallerie urbane di RomaTelegestione e controllo illuminazione per le gallerie urbane di Roma
L'esperienza

Spesso gli interventi che si presentano più complessi non sono quelli relativi a impianti nuovi – in questi casi la principale difficoltà è nella scelta delle tecnologie all’avanguardia, evitando però di assumere rischi eccessivi – quanto piuttosto quelli su impianti in esercizio: per fare qualche esempio pensiamo ai disagi, ma anche alla complessità degli interventi attualmente in corso per l’ampliamento del GRA a Roma e della A4 tra Milano e Bergamo. Si interviene su strutture progettate decine di anni fa, con vincoli significativi; la necessità di mantenere aperta al traffico l’opera in ristrutturazione, arrecando il minor numero di disagi e nel contempo garantendo la sicurezza dei cantieri: sono queste le cause che generano complessità.

Questo tipo di problema è stato affrontato e risolto nel 2005 nel caso dei sottopassi di Corso d’Italia a Roma. Si trattava di dover ammodernare gli impianti di illuminazione di questi importanti nodi stradali, realizzati nel 1963 dalla ditta C.E.B.A.T. srl di Roma. A distanza di 40 anni, gli impianti erano oramai inefficienti ed obsoleti, mentre le condizioni di traffico erano cresciute in maniera esponenziale. Tuttavia era impensabile effettuare i lavori in sicurezza chiudendo le importanti arterie.

Pertanto l’appalto concorso, vinto dalla C.E.B.A.T. in collaborazione con una società di ingegneria, prevedeva l’assegnazione in base ad un punteggio, nel quale metà derivava dalla valutazione delle soluzioni previste , sia di tipo tecnico, che di tipo logistico. Il progetto risultato vincitore prevedeva un intervento da realizzarsi nel periodo di minor traffico, in 60 giorni, tra il 15 Luglio ed il 15 Settembre, sviluppato in 4 fasi. L’idea originale di suddivisione in fasi permetteva di non chiudere mai completamente al traffico i sottopassi, ma di lasciare sempre qualche parte agibile, mentre si rifaceva tutto l’impianto elettrico e di illuminazione nella zona oggetto di chiusura.

La soluzione

I 3 sottopassi di Corso d’Italia, che collegano via Nomentana ed il Policlinico a Piazzale Flaminio, hanno richiesto un’attenta ed elaborata attività di progettazione e di un accurato e preciso lavoro di realizzazione, sviluppati secondo le più recenti prescrizioni in materia di illuminamento delle gallerie, di risparmio energetico e di manutenzione. Il particolare, per il dimensionamento del sistema di illuminazione sono stati adottati i criteri di calcolo contenuti nella norma UNI11095 del dicembre 2003, recepita da un successivo Decreto del Ministero delle Infrastrutture.

Le condizioni particolarmente severe legate alla intensa viabilità, spesso congestionata, hanno reso necessarie tutta una serie di condizioni progettuali, sviluppate ponendo particolare attenzione sia alla realizzazione dell’impianto, utilizzando materiali in grado di garantire la massima durevolezza ed il minor impatto ambientale nell’esercizio normale ed in quello di emergenza, sia alla successiva gestione, riducendo al minimo i costi di manutenzione e di esercizio.

Gli apparecchi illuminanti utilizzati nel sistema di illuminazione sono realizzati in acciaio inossidabile a basso tenore di carbonio, sono dotati di ottica asimmetrica diffondente ed equipaggiati con lampade del tipo Sodio Alta Pressione a lunga durata.

Il sistema di illuminazione adottato nei sottovia è in grado di fornire ad un utente, sia di giorno che di notte, un senso di sicurezza e di confort il più possibile simile a quello che può avere all’aperto. In particolare l’impianto è in grado di ricreare, nella zona di entrata, un livello di illuminazione simile a quello esterno; nella zona di transizione tale livello decresce secondo una determinata curva di adattamento, ottenuta variando sia l’interdistanza tra gli apparecchi illuminanti che la potenza delle lampade; nella zona interna, infine, il livello di illuminazione fornito dall’impianto consente all’utente di percorrere i sottopassi in sicurezza.

In caso di improvvisa interruzione della fornitura elettrica, dovuta ad un black-out, il sistema di illuminazione è comunque in grado di assicurare la salvaguardia degli utenti permettendone una sicura ed ordinata evacuazione dei sottopassi.

L’impiego di canaline in vetroresina per il sostegno degli apparecchi illuminanti e dei cavi di alimentazione elettrica, garantisce una elevata resistenza al fuoco nelle condizioni di emergenza e la completa assenza di fenomeni corrosivi nel tempo.

L’impiego di un efficace sistema di regolazione e di telecontrollo, fornito da Reverberi Enetec, permette la corretta funzionalità in qualsiasi condizione di esercizio.

Sono stati installati 1251 corpi illuminanti ELIOS della FIVEP di cui:

  • 590 proiettori con lampada da 400W, di cui 422 installati con angolo di inclinazione 10° e 168 a 20°
  • 119 proiettori con lampada da 250W, di cui 80 installati con angolo di inclinazione 10° e 39 a 20°
  • 469 proiettori con lampada da 150W, di cui 354 installati con angolo di inclinazione 10° e 115 a 20°
  • 73 proiettori con lampada da 100W, di cui 24 installati con angolo di inclinazione 10° e 49 a 20°

Nel sottopasso di Corso d’Italia sono stati installati , nelle 4 fasi, rispettivamente 249, 261, 82 e 225 proiettori. Nei sottopassi di Piazzale Brasile e di Via Po 180 e 254 corpi illuminanti.