La salvaguardia dell'ambiente

Con Reverberi Enetec prendersi cura dell’ambiente diventa un “affare”

Per Reverberi Enetec essere dalla parte dell’ambiente è stata una scelta naturale fi n dal principio. Operare secondo la filosofi a della “giusta luce”, dove e quando serve, significa ridurre i consumi di energia elettrica per illuminazione, contenere le emissioni di gas nocivi in atmosfera, porre un freno al fenomeno dell’inquinamento luminoso: chi installa un regolatore di flusso fa un investimento che torna utile anche all’ambiente. Prendersi cura della natura non è mai stato così conveniente!

L’accordo di Parigi COP 21: una sfida da vincere.

L’accordo firmato a Parigi il 13 Dicembre 2015 da quasi 200 governi entrerà in vigore nel 2020 e comporterà l’impegno a contenere l’aumento di temperatura del pianeta entro 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali. Tra le azioni individuate per raggiungere gli obiettivi, grande peso ha il contenimento dei consumi energetici nei settori pubblico/industriale/abitativo/terziario.
L’illuminazione rappresenta infatti una quota significativa dei consumi di energia elettrica negli edifici non residenziali.
L’adozione di sistemi per razionalizzare l’uso della luce, senza rinunciare al comfort visivo, può garantire risparmi energetici del 30-40% e contribuire al mantenimento degli impegni presi.

 

Programma GreenLight: la soluzione esiste.

GreenLight è un Programma Europeo ad adesione volontaria cui possono aderire organismi pubblici e privati che si impegnano a migliorare le prestazioni e il livello qualitativo dei loro sistemi di illuminazione, adottando misure concrete di efficienza energetica.
Reverberi Enetec sostiene il Programma in qualità di Endorser, contribuendo a diffonderne la fi losofi a e a raggiungerne gli scopi attraverso iniziative mirate. Per sostenere il Programma e approfondire i vantaggi dell’adesione, consultare l'apposita pagina sul sito della Commissione Europea.

Cos'è l'inquinamento luminoso

Il cielo possiede una propria luminosità dovuta alla diffusione luminosa della luna e delle stelle. A questa componente naturale va aggiunta la luce diffusa verso l’alto dalle attività umane e riflessa dalle molecole, particelle di polvere e goccioline di gas dispersi, costituenti la nostra atmosfera. L’alone luminoso che avvolge gli agglomerati urbani è l’effetto che possiamo verificare viaggiando in aereo o più semplicemente osservando il cielo che mai ci appare nitido.

L’UNESCO, in occasione del Congresso di Parigi del giugno 1992, valutato il danno arrecato da un’eccessiva diffusione del flusso luminoso verso l’alto, ha dichiarato il cielo stellato patrimonio dell’umanità, da tutelare anche per le future generazioni per le quali il fenomeno “inquinamento luminoso” non rappresenta un problema solo in ambito astronomico, ma va inserito in un contesto più ampio di protezione ambientale.

Gli effetti negativi dell'inquinamento luminoso

Gli animali, le piante e gli uomini hanno ritmi biologici strettamente legati all’alternarsi del dì e della notte, che regolano il sonno, la veglia e le fasi della fotosintesi clorofilliana.
Il cielo 40 anni fa era meno luminoso che ai nostri giorni. Oggi di notte appare luminoso, colorato e difficilmente, nelle città e nelle periferie, si riescono a vedere le stelle meno luminose. Le nebulosità come la Via Lattea o la coda di una cometa sono ormai del tutto impercettibili. Su oltre tre quarti della popolazione non scende mai la notte “vera”, a causa dell’eccesiva luce che illumina il cielo. Tutto ciò rappresenta un danno per l’immagine notturna del territorio e per la ricerca astronomica. Il cielo stellato è uno dei patrimoni più belli offerti dalla natura e la sua conservazione è nostro obbligo morale.
Inoltre vanno segnalati i disturbi alla flora e alla fauna. In modo particolare, durante le periodiche migrazioni degli uccelli, le precise rotte dove i punti di riferimento sono costituiti dalle stelle, possono subire variazioni a causa dell’eccesivo alone luminoso delle città.

Come intervenire

Il 20-30% dell’illuminazione pubblica, considerando la componente riflessa dal suolo e dagli edifici e quella originata dal non corretto orientamento o scelta degli apparecchi di illuminazione, viene diffuso in cielo. Tale flusso disperso è direttamente proporzionale al flusso emesso dall’impianto di illuminazione: ad una diminuzione del 50% del flusso dell’impianto corrisponde una riduzione del 50% del flusso disperso in atmosfera. Perciò gli effetti dannosi e l’inquinamento luminoso in atmosfera vengono notevolmente limitati con l’adozione dei regolatori di flusso. I risultati ottenibili con queste tecnologie sono di gran lunga più efficaci degli altri interventi possibili.
In Italia, a livello regionale, sono attive numerose leggi per la lotta all’inquinamento luminoso.
La situazione legislativa regionale ha visto aderire quasi tutte le regioni italiane alle iniziative legislative. Per un quadro aggiornato e preciso della situazione, consultare il sito www.aidiluce.it oppure www.cielobuio.org.

La maggior parte di queste leggi indica che: “...Tutti gli impianti devono essere obbligatoriamente muniti di dispositivi in grado di ridurre i consumi energetici in misura non inferiore al 30% e non superiore al 50%…”.