Normative illuminazione adattiva

ILLUMINAZIONE ADATTIVA

L’evoluzione tecnologica sta rendendo disponibili sensori e sistemi di comunicazione a basso costo, che trovano un crescente consenso tra gli operatori del settore.
Per questo il GL 5 del CT 23 di UNI (illuminazione stradale), partendo da un nuovo concetto espresso nella edizione 2015 della norma europea EN 13201 parte 1, ha deciso di normare le possibili applicazioni relative all’illuminazione adattiva. La norma 13201 stabilisce che l’Illuminazione adattiva consiste in variazioni controllate nel tempo della luminanza o dell’illuminamento in relazione al flusso di traffico (per esempio veicoli / 5 minuti), orario, condizioni meteo o altri parametri. Quindi i concetti fondamentali espressi dalla norma sono legati a tre parametri sensibili: luminanza (o illuminamento), flusso veicolare, condizioni metereologiche.

Oggi le nuove tecnologie sono in grado di misurare questi parametri e quindi regolare l’illuminazione IN TEMPO REALE in funzione di essi: in tempo reale vuol dire che l’illuminazione, in accordo alla norma, è garantita sulla base delle misurazioni effettuate in quel preciso momento, e non è affidata a cicli di funzionamento pre-programmati. Questi ultimi, infatti, normalmente vengono determinati sulla base di valutazioni statistiche e come tali non possono tenere conto di condizioni di pericolo derivanti da condizioni meteo avverse o da avvenimenti particolari, o da traffico particolarmente intenso.

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Quindi la norma UNI 11248 apre il campo ad una regolazione in tempo reale del flusso luminoso, basata su un controllo ad anello chiuso retroazionato, per raggiungere due importanti obiettivi: il massimo risparmio energetico e la massima sicurezza. Vengono introdotti i concetti di regolazione discreta (TAI - Traffic Adaptive Installation) e di regolazione continua (FAI - Full Adaptive Installation). La prima viene realizzata quando il/i sensori in campo sono in grado di misurare il solo flusso veicolare. In questo caso la norma dà la possibilità di utilizzare i concetti già espressi nelle versioni precedenti della UNI 11248, ma in tempo reale, quindi appena i parametri sono stabilizzati si può ridurre il flusso luminoso di una categoria illuminotecnica quando il traffico è sceso del 50% rispetto al valore di portata della strada e di due categorie illuminotecniche quando il flusso è sceso sotto il 75%. La principale differenza è che questo può avvenire subito, in base alle misure, anche all’accensione. La regolazione continua invece consente di adattare in modo continuo il flusso luminoso all’entità del traffico, ma questo può essere fatto se e solo se vengono misurate anche le condizioni metereologiche e la luminanza. Le condizioni metereologiche possono essere un fattore debilitante importante: si pensi alla variazione di uniformità in caso di strada bagnata, oppure alla scarsa visibilità in caso di nebbia, o all’abbagliamento in caso di neve. Ma anche la misura della luminanza è determinante, in quanto in caso di regolazione continua è possibile ridurre fino a 3 categorie illuminotecniche il flusso luminoso, cosa non prevista mai dalle norme, ma solo a condizione che ci sia certezza che le condizioni meteo siano buone e che la luminanza dell’impianto sia quella di progetto. É infatti fondamentale, quando si va a livelli cosi bassi (si pensi che -3 categorie significa dare la possibilità di esercire gran parte delle strade in ME6), essere sicuri che il malfunzionamento di un apparecchio o semplicemente la sporcizia o il decadimento del flusso luminoso o anche la variazione del manto stradale, non portino a valori inferiori a quelli prescritti dalle norme.

Un grande e ambizioso passo avanti verso la vera illuminazione intelligente, che si adatta da sola alle condizioni ambientali, rispettando le normative ed evitando soluzioni fantasiose (ad esempio quelle basate su sensori di presenza) che non possono essere applicate in ambito stradale.